Frate Primaldo Coco racconta che il 24 gennaio del 1420, a Francavilla vi era una rigida giornata d’inverno tanto che la neve e il gelo avevano inaridito gli alberi, specialmente quelli di ulivo.
All’epoca la produzione dell'olio di oliva era di primaria importanza per il vivere e per l'economia del piccolo villaggio costituito nel 1310. I francavillesi, in preda alla disperazione per questa calamità, si recarono nella Chiesa Angioina per piangere e pregare ai piedi dell'altare su cui dominava l'Icona bizantina della 𝑴𝒂𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑭𝒐𝒏𝒕𝒂𝒏𝒂, protettrice della comunità. Dopo il rito religioso, usciti dalla Chiesa, i francavillesi, increduli, videro la neve sciogliersi e gli alberi di olivo rinverdirsi. I nostri padri colpiti da questo evento prodigioso affidarono alle future generazioni il compito di ricordare questo miracolo il 24 gennaio.
All’epoca la produzione dell'olio di oliva era di primaria importanza per il vivere e per l'economia del piccolo villaggio costituito nel 1310. I francavillesi, in preda alla disperazione per questa calamità, si recarono nella Chiesa Angioina per piangere e pregare ai piedi dell'altare su cui dominava l'Icona bizantina della 𝑴𝒂𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑭𝒐𝒏𝒕𝒂𝒏𝒂, protettrice della comunità. Dopo il rito religioso, usciti dalla Chiesa, i francavillesi, increduli, videro la neve sciogliersi e gli alberi di olivo rinverdirsi. I nostri padri colpiti da questo evento prodigioso affidarono alle future generazioni il compito di ricordare questo miracolo il 24 gennaio.